C’era una volta…
C’erano una volta, in un pub, tre amici con le loro rispettive ragazze.
Uno di essi, disse : “la chiesa dovrebbe smettere di entrare negli affari politici dello Stato Italiano“.
Ottenne una risposta unanime: “la chiesa parla di ciò che riguarda la morale, perché quello è il suo territorio, che male può fare? Lo stato non è condizionato dal Vaticano“.
E avevano ragione, sapete? La nostra vita non è condizionata da un tizio affacciato ad un balcone. La nostra vita, come società , non è mai condizionata da quella che è fondamentalmente un’allucinazione collettiva. E’ perfettamente normale pensare che un signore barbuto ci stia guardando dall’alto e ci stia giudicando, in ogni istante, e conosca i nostri pensieri e le nostre azioni meglio di noi stessi. Ma datemi retta: non ci crede nemmeno il nostro presidente del consiglio, lo fa solo per restituire qualche marchetta che probabilmente ha in sospeso con qualche cardinale…
Stato e Chiesa sono due cose diverse, come no.
E’ davvero ora di svegliarsi, staccate le croci dai muri e tiratele al vostro parroco.
1) http://video.google.it/videoplay?docid=4684006660448941414
2) http://video.google.com/videoplay?docid=-922737582620416065



Ho l’impressione che i tuoi amici intendessero qualcos’altro…o almeno uno di loro.
Non tanto “la Chiesa parla di ciò che riguarda la morale, perchè quello è il suo territorio, che male può fare? Lo Stato non è condizionato dal vaticano”. Piuttosto “la Chiesa ha pieno titolo ad esprimersi in relazione a questioni di ordine morale, questo è il ruolo che le spetta (come ad un sindacato spetta esprimersi rispetto questioni di politica e diritto del lavoro), a sua volta il Legislatore deve avere un’autonomia e l’autorevolezza tale da poter regolare la civile convivenza ponderando le posizioni emergenti nel tessuto sociale alla luce di concetti cardine (libertà e uguaglianza, solidarità sociale, utile nazionale…), secondo l’interpretazione di tali concetti prevalente da un punto di vista democratico”.
Se viene meno la condizione “lo Stato non è condizionato dal Vaticano”, la colpa non è di quest’ultimo bensì del primo, analogamente a quanto diremmo laddove l’assunto negato fosse “lo Stato non è condizionato dalla Cgil”.
Altra cosa è il fatto che l’Italia, statistiche alla mano, è un paese di vecchi e con un sacco di campagna, nell’ambito del quale la dottrina cattolica assume un peso determinante nell’interpretazione “democratica†dei concetti cardine di cui sopra.